“Phygital” è un aggettivo il cui significato non è proprio immediato.
Emana quel fascino misto a timore, misto a spaesamento, misto a scetticismo che a volte si prova davanti alle parole del futuro. Eppure si riferisce a tecnologie del presente, che magari già utilizziamo senza saperlo.
Ma cosa significa davvero “phygital”? Scomodiamo nientemeno che l’Accademia della Crusca: “tutto ciò che unisce il contatto e la presenza fisica all’esperienza digitale”.
Suona ancora un po’ vago?
Ecco qualche esempio.
Un porta telefono con QR code. Una scheda nel portafoglio che protegge il bancomat da letture fraudolente. Un taccuino aperto durante una riunione che, avvicinando lo smartphone, porta alla presentazione aziendale. Un magnete sul frigo che apre una promozione.
Oggetti concreti, quotidiani, con dei superpoteri.
I gadget tecnologici aziendali, grazie a QR code e NFC, possono fare il loro lavoro nel mondo fisico e, contemporaneamente, aprire una porta su quello digitale: cataloghi, listini, portfolio, landing page, video, pagine riservate, informazioni aziendali, praticamente qualsiasi altro contenuto online.
E quella porta non deve necessariamente condurre sempre nello stesso posto. Con le soluzioni dinamiche, il contenuto collegato può essere aggiornato nel tempo senza sostituire l’oggetto. Lo stesso gadget può rimandare oggi a un catalogo e domani alla nuova collezione o ai materiali di un evento.
In alcuni casi, il viaggio può anche essere osservato.
Con le soluzioni che lo consentono, infatti, è possibile misurare accessi e interazioni, capire quante volte viene utilizzato il collegamento e raccogliere dati utili per valutare l’andamento di un’attività.
Il punto di partenza affinché un gadget phygital sia efficace, però, resta la sua utilità reale. Se un cliente, un prospect o un dipendente tiene un porta telefono sulla scrivania o una scheda sempre nel portafoglio, avrà molte più occasioni per visualizzare il contenuto digitale associato, perché lo avrà sempre a portata di mano.
Con le soluzioni di oggi, possiamo anche mettere da parte un pregiudizio: tecnologia non significa più per forza plastica, display e forme futuristiche.
Bambù, materiali certificati e componenti riciclati possono convivere con codici e tag, così anche per un gadget tech si possono adottare scelte più attente sui materiali.
Il QR code è probabilmente il modo più immediato per collegare un contenuto digitale a un oggetto fisico: la fotocamera di uno smartphone legge il codice e porta alla destinazione scelta.
Il QR code può essere:
A seconda della soluzione adottata, permette anche di monitorare gli accessi.
La posizione del codice va però progettata insieme al gadget, perché dimensione, materiale, tecnica di stampa e superficie incidono sia sulla leggibilità che sull’estetica.
Qui sotto ti mostriamo due esempi, ma il QR code può essere integrato su molti altri gadget.
Sta sulla scrivania e serve ogni volta che si vuole tenere il telefono verticale, controllare una notifica o seguire una call lasciando libere le mani. Cioè spesso.
Proprio questa presenza costante si presta all’integrazione di un QR code diretto a un link da consultare spesso o a contenuti che vengono aggiornati nel tempo, come notizie aziendali, cataloghi, listini, contatti utili.
Oppure può entrare in un welcome kit per far accedere alle informazioni necessarie nei primi giorni in azienda.
Il supporto è composto da due elementi in bambù certificato FSC® da completare con incisione oppure con stampa tampografica.
La scheda genera una schermatura elettromagnetica pensata per ostacolare letture indesiderate e clonazioni delle carte contactless compatibili a 13,56 MHz, come bancomat o carte di credito e alcuni titoli di viaggio.
Tra i gadget RFID personalizzati, la scheda anti-skid con logo aziendale è una soluzione particolarmente discreta perché ha uno spessore di appena 0,9 mm. Può quindi restare sempre insieme alle carte che si portano con sé ogni giorno.
Aggiungendo alla sua funzione principale anche un QR code, diventa un piccolo accesso portatile a informazioni utili da avere sempre disponibili: contatti, documentazione, cataloghi, servizi riservati, pagine di assistenza o materiali destinati al personale.
La scheda è bianca e può essere personalizzata con stampa digitale su tutta la superficie, permettendo di integrare il QR code in un progetto grafico.
Niente fotocamera da aprire e niente codice da inquadrare.
Negli oggetti con tag NFC, un microchip invisibile integrato trasferisce dati e porta al contenuto associato. Basta avvicinare uno smartphone compatibile al punto in cui è collocato il tag. Veloce, facile, quasi magico.
Per questo, i gadget NFC aziendali possono essere particolarmente efficaci quando l’interazione deve avvenire in pochi secondi: durante un evento, una visita commerciale, una riunione o semplicemente nella quotidianità.
Esistono diverse tipologie di gadget con tecnologia NFC già integrata, da scegliere in base all’obiettivo, al pubblico e al tipo di contenuto da collegare.
Qui te ne mostriamo due.
Non dobbiamo certo spiegarti a cosa serve un taccuino; ti raccontiamo le caratteristiche meno ovvie di questo modello, in cui tecnologia e attenzione ai materiali convivono:
Il blocco è in formato A5, misura 17,3 × 24 × 1,9 cm e contiene 80 fogli rigati. Ha chiusura con elastico, segnalibro e passante portapenna.
La copertina pieghevole può inoltre diventare una base per appoggiare lo smartphone.
Disponibile in bianco con inserto in bambù, può essere personalizzato tramite incisione laser o stampa tampografica.
Il suo vantaggio è quasi banale: trova facilmente un posto ad alta visibilità: una superficie metallica in ufficio, un espositore, una lavagna, il frigorifero di casa. Da lì può diventare un punto di accesso permanente a contenuti digitali strategici.
Un magnete NFC personalizzato può portare a una promozione, un contenuto riservato, una pagina informativa, un menu digitale, un concorso, una raccolta di contenuti o una landing page.
Anche la forma può raccontare qualcosa.
La resina rigida permette infatti una progettazione molto libera, trasformando il magnete in un elemento grafico della campagna.
È realizzabile in forme, colori e dimensioni personalizzate, anche con elementi 3D.
La presenza dell’NFC può essere indicata attraverso scritte in rilievo, simboli grafici oppure una stampa su una scheda dedicata.
Entrambi portano dal fisico al digitale, con modalità diverse.
Dipende dal contesto, dal budget, dal pubblico, dal tipo di interazione desiderata e dalla durata del progetto.
Ma la domanda da cui partire è ancora precedente: che cosa deve fare questo gadget nella vita di chi lo riceve?
Se hai in mente un contenuto che vorresti mettere a portata di smartphone, raccontacelo senza impegno: troviamo insieme il modo più semplice e interessante per collegarlo a un gadget o al tuo merchandising.
Il nostro processo di sviluppo inizia ascoltando attentamente la tua idea e comprendendo le tue esigenze.